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“L’amor che move il sole e l’altre stelle”

2016/2017

Leo Club Ravenna

 

Amedeo è stato il mio Presidente Distrettuale, grazie a lui ho potuto fare un anno da Vice in libertà, girando insieme la gran parte del Distretto. Fare formazione con lui, discutere dell’andamento dei Club e valutare possibili soluzioni è stato il primo vero slancio verso l’anno da Presidente. Questa è solo una delle tante conversazioni che abbiamo avuto negli ultimi tempi.

 

Vai, prima domanda: chi sei e cosa fai? Raccontaci qualcosa di te.

Sono Amedeo Marangolo e fino all’anno scorso ero PD. Già durante il mio incarico ho iniziato a lavorare come organizzatore di eventi: inizialmente a Roma, ma da aprile sono a Firenze, dove ho aperto una società per eventi di lusso. Questo è quello che faccio nella vita, penso che un po’ mi sia servito, come tu ben sai, l’esperienza fatta da Leo, organizzando una Multi a Milano Marittima insieme a Chiara Broccoli, dove fra l’altro tu eri tesoriere. Un po’ mi è servita per capire cosa volessi fare nella vita.

 

Perché all’epoca eri uno studente, ricordo ancora il tuo esame il giorno prima dell’inizio di tutto.

Sì, all’epoca studiavo lingue a Venezia però avevo già un’idea di cosa avrei voluto fare e quella Multi fu la chiave per intuire al meglio questo percorso che ora mi appassiona.

 

La Multi di solito è un evento che si fa più avanti nella propria attività di Leo.

Sì, proprio oggi sono 5 anni da quando sono entrato. Nei giorni di Milano Marittima ero stato da poco eletto come Vice Presidente Distrettuale, quindi è stato un evento memorabile e andò anche molto bene, mi pare che se ne continui a parlare.

 

Te lo posso confermare. Allora come hai iniziato nei Leo?

Era l’anno in cui ho deciso di frequentare l’università da pendolare. Ero deciso a tornare a Ravenna, visto che comunque Venezia  è una città raggiungibile coi mezzi, avevo perso i contatti. A Venezia facevo già del volontariato, servendo alla mensa dei poveri sotto casa, così ho pensato di cercare un’associazione che facesse volontariato. Tramite un’amica delle elementari che stava frequentando, ho potuto frequentare per quasi un anno il Club e così il 1 dicembre 2012 sono entrato ufficialmente nel Leo Club Ravenna, un’esperienza che in qualche modo ha cambiato la mia vita. Anche la mia esperienza da socio è stata diversa dal solito: la prima cosa che ho fatto è stata cominciare a frequentare il Multidistretto, insieme ad un’amica e socia. Forse è per questo che subito ho iniziato a desiderare un accesso alla vita distrettuale, accanto alle amiche Alessia Ponti e Chiara Broccoli.

 

Qualche bel ricordo del tuo Club?

Il mio Club non è stato particolarmente attivo negli ultimi tempi, ma un service che proposi io e fu particolarmente apprezzato e partecipato si svolse in interClub col Rotaract di Ravenna: un evento in uno stabilimento balneare dove pizza e birra erano rigorosamente senza glutine, per sensibilizzare in maniera diversa alla celiachia. Soltanto alla fine rivelammo agli ospiti che avevano consumato una cena senza glutine e  fu una sensibilizzazione davvero efficace. Rimasero molto colpiti! Era l’estate in cui diventavo Presidente di Club.

 

Come racconteresti il Distretto che hai cominciato a gestire?

La Distrettuale in cui entrai fu particolarmente partecipata, forse l’ultima in questi anni; entrarono tanti ragazzi nei Club di Forlì e di Chieti. Ma penso che fosse un’eccezione, quella di allora, legata anche alla presenza del Presidente del Multidistretto Zunino. In generale il Distretto non si conosceva molto bene, la nostra Circoscrizione (la Romagna) era molto legata, ci si vedeva parecchie volte durante il mese, anche non solo per cene fra amici. Negli ultimi anni noto che sta cambiando la situazione, si sta cercando più legame fra le regioni che non fra i singoli del Club del territorio, forse anche per le nuove forze emergenti.

 

Perché hai deciso di candidarti come Presidente Distrettuale?

Fin da quando sono entrato, ho legato subito con Chiara che era Vice ed Alessia, che ha seguito ‘le sue orme’. Vedevo che loro, come Presidenti del Distretto avevano scioltezza nel parlare in pubblico, capacità di gestire gruppi di persone, in mano avevano l’opportunità di cambiare qualcosa. Mi sono detto: perché non farlo? Le vedevo e volevo essere anch’io al loro posto. Una sera, parlando con Alessia che si stava candidando a PD, in ascensore le chiesi  se avesse un Vice e le dissi che mi sarebbe piaciuto provarci. In realtà non riuscii proprio quell’anno, ma avevo forte il desiderio di cambiare anche me stesso, ma soprattutto per proporre idee di service.

 

La tua giornata tipo da Presidente Distrettuale.

Vivevo e lavoravo a Roma, quindi appena tornato a casa da lavoro, pensavo a cosa fare. Purtroppo il mio anno è iniziato con una tragedia, il terremoto in Lazio, Umbria e nelle Marche, così ho dovuto pensare a come attivarci: contattando i Lions, raccogliendo materiale, raccogliendo fondi. Ricordo la notte del terremoto, quando tutti i Distretti chiedevano come aiutare, ma non riuscivamo a capire esattamente come fare. Non si sapeva neanche a chi chiedere. La mattina dopo andai a fare una spesa con il Distretto L e portammo tutto ad Amatrice. Il mio anno quindi finì per risolversi nell’intervento sul terremoto, a discapito di quanto avevo immaginato nell’anno precedente, ma finì per assumere un diverso e nuovo valore.

 

La dimensione multidistrettuale come l’hai vissuta? So già che per te è stata una delle cose più belle.

Il Multidistretto è un grande mondo, dove se vuoi sei in grado di fare tante amicizie. Diciamo che una Multi tirava l’altra; per me la prima fu a Roma, dove subito iniziai fare tanti incontri. Penso che frequentare tanti eventi nazionali mi abbia spinto a candidarmi a PD, vedevo tanti personaggi avvicendarsi nel Consiglio ed esprimere l’opinione loro e dei loro Distretti. Nel mio anno di Presidenza eravamo davvero un bel Consiglio, io in particolare concentrato sul terremoto e sentivo la vicinanza degli altri Distretti.

 

Qualche ricordo in particolare dei tuoi colleghi PD?

La giornata più bella, forse il gemellaggio con la Toscana, sulla diga di Ridracoli in canoa con la mia carissima amica Valentina.

 

Il tuo motto ed una spiegazione.

‘L’amor che move il sole e l’altre stelle’, che ho scelto perché Dante visse a Ravenna, esiliato da Firenze, quindi per un forte legame con la mia città. Amo questo verso che chiude il Paradiso e nell’associazione lo declino come l’amore che ogni Leo Club vuole dare per la propria comunità che muove noi e la comunità stessa. Quindi, noi diamo alla comunità affinché la comunità stessa possa dare ad altri. E poi c’era un forte legame fra questo verso e il mio simbolo, la stella di Galla Placidia, altra immagine di Ravenna.

 

Cosa ti hanno lasciato i Leo, c’è qualcosa che hai imparato durante il tuo anno di presidenza o qualcosa che è cambiato?

I Leo mi hanno dato tantissimo, prima di entrare ero una persona completamente diversa; prima la timidezza era una parte ingombrante di me stesso, ora dopo l’anno di Presidenza ho trovato anche più slancio. Anche nel parlare in pubblico.

 

Spesso ne parlavamo insieme, tornando in macchina dagli eventi del Distretto.

Il discorso più bello penso di averlo fatto per il gemellaggio con il Distretto L, colpito come noi dal sisma. Fu una serata bellissima per me.

 

Visto che sei arrivato alla fine della tua vita da Leo, pensi ci sia un futuro nei Lions?

Sicuramente sì, ma non penso a Ravenna. Come ti ho raccontato, lavoro a Firenze da un po’ e qui ormai si è stabilita la mia vita. Quindi il mio futuro lo vedo in uno dei Lions Club di Firenze. Per continuare a servire.

 

 

Alfredo Bruno