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“1 CxC. Un Club per Circoscrizione”

2002/2003

Leo Club Macerata

Io ed Anna abbiamo cominciato l’intervista per telefono, ma dopo appena 5 minuti si è interrotta: ‘Troppo importante per parlarne così, dobbiamo vederci’. Abbiamo iniziato così un piccolo inseguimento che si è concluso una mattina di ottobre a Civitanova, con un pranzo e una lunghissima chiacchierata. Uno sguardo pieno di luce e una determinazione fortissima sono il ricordo più vivo che mi resta di quella mattina.

 

Inizio mostrandoti il nostro Distretto: 199 soci e 17 Club. Mi piace l’idea di parlare con te che sei uno dei pochi PD marchigiani, perché il mio direttivo ne ha molti e vedo che in generale questa regione sta dando tante soddisfazioni.

Sono dei cicli, questo è comprensibile: nascono nuovi Club, entrano soci diversi, si muovono e la fucina è sempre in attività.

 

Ti ho cercato per sapere quale esperienza tu abbia vissuto, ma anche per sapere qualcosa in più su di te: cominciamo!

Sono entrata come socio fondatore del Club di Macerata, ero giovanissima, infatti frequentavo il secondo anno del Liceo Classico, in classe con alcuni figli di Lions. Venne l’idea di costituire un Leo Club con i figli di alcuni soci Lions, i fratelli e amici, cosicché si arrivò ad un gruppo di 20 e 25 soci. Il Club era inserito in quello che ricordo come un Distretto grande, davvero enorme, che arrivava fino alla Puglia.

È iniziato prima per scherzo, poi sono rimasta, questa esperienza mi prese davvero, la ricordo, anche ora, come una delle esperienze più belle fatte da ragazza. Inizialmente mi accontentai di essere un semplice socio, ma piano piano ricevetti sempre nuovi incarichi nel Club, nel Distretto, fino ad essere il Segretario di 3 Presidenti Distrettuali: Piergiorgio, Marco, Emanuele; ci presi la mano e nell’anno da PD finii con l’essere anche Segretario del Multidistretto. Il mio progetto, riassunto nel motto, era quello di fare un C per C, un Club per ogni circoscrizione: Chieti, Ascoli e un Club al nord.

L’esperienza si concluse da ex Leo, pensando all’organizzazione del Nazionale, con i miei super amici Leo Mambo e Turo. Era esattamente quello che desideravo per il nostro Distretto, l’immaginammo come il risultato dell’impegno di tutti i soci dei Club, non di pochi come era stato fino a quel momento nel MD.

 

Da questo punto di vista penso abbiate precorso i tempi, perché oggi ogni evento di rilevanza nazionale è una questione di Distretto e non di singole città. 

Io tenevo particolarmente all’unità tra i soci e i Club e cercai di costruirla applicando le regole, facendo tagli dove fosse necessario, puntando dritti agli obiettivi dello Staff distrettuale. Per questo riuscimmo a valorizzare i rapporti con i Lions, perché eravamo portatori di una visione matura dell’associazione Lions e Leo di conseguenza.

Ti racconto la storia della mia elezione a PD: durante una cena nel Club di Macerata mi alzai annunciando la mia intenzione davanti a Leo e Lions. Ma fra una cosa e l’altra finimmo per presentarci in 2 dal Club di Macerata, oltre ad un candidato abruzzese. Ci volle diverso lavoro per rinsaldare il Distretto dopo quella spaccatura.

 

Fu anche per questo che ti venne in mente l’idea del Nazionale?

Diversi motivi che mi tennero stretta all’organizzazione anche se non ero più Leo. Ero convinta che sarebbe stato un modo per riportarci all’unità.

 

Lascia che ti dica come è andata per me la scoperta di questo mito del nostro Nazionale: la prima che me ne ha parlato è stata Gaia, poi Mambo e dopo ancora Pardi e Dal Prato. Mi fa emozionare l’idea che da lì siano passate tante persone che poi si sono dedicate al Distretto, perciò è bello arrivare fino a te che ne sei stata la madrina e vedendoti così emozionata mentre ne parliamo, mi viene da dire che sarebbe bello rifarne uno. 

Ci vuole un buon terreno come punto di partenza e gli stimoli giusti. Tornavamo dal Nazionale di Gaeta e ci fermammo a mangiare a Loreto; nel mentre venne fuori l’idea di questo evento! Io conoscevo benissimo un villaggio turistico a Marcelli e sognavo l’idea di un luogo dove tutti potessero arrivare, fermarsi e sentirsi in vacanza, un luogo dove vivere insieme per un weekend. L’idea partì e lavorammo gomito a gomito: tutti i Club, nessuno escluso!!!, dal Nord, Centro al Sud del Distretto 108 A che stava per passare alla storia. Creammo qualcosa di unico, divertente, incredibile, 4 giorni di splendido sole e meravigliosi ricordi: fu veramente speciale.

 

Riesco ad emozionarmi anche io nel tuo racconto, perché ho sempre pensato che attivarsi insieme per creare qualcosa sia l’unico vero legante.

Condividere insieme lo spirito dell’associazionismo, fare insieme qualcosa per gli altri. Penso che Gaia ti abbia raccontato di quando un Lions di Macerata ci propose di fare volontariato all’interno ANFFAS [Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale]. Fu quella un’esperienza bellissima, dove l’iniziale servizio mensa si trasformò in giornate di amicizia. A me questo è rimasto, le esperienze indimenticabili e le giornate nelle piazze, al freddo, che si concludevano sempre con una pizza e grandi risate.

 

Ti racconto cosa è stato per me scoprire i Lions: un viaggio in Etiopia con alcuni amici che, nonostante qualche anno in più, si sono aperte e mi hanno trattato da amico.

Tante cose si possono fare anche incontrando dei bravi Lions, che sono pronti a spendersi dimenticando lo spirito che dall’esterno ci fa sembrare un’associazione elitaria.

 

Per questo, il nostro tema operativo distrettuale è stato dedicato a Wolisso e prevede un viaggio di 8 giorni, in cui spero che potremo ritrovarci e attivandoci trovare la nostra identità.

È l’Africa, quindi c’è l’effetto sconvolgente di quel continente. Penso che sarà bello per voi, un viaggio non alla ricerca della redenzione, ma nel tentativo di toccare con mano la loro esistenza.

 

Allora mi viene da chiederti come voi vi siete posti in quegli anni nei confronti dei Lions.

Quell’anno ci mostrammo molto maturi nei loro confronti: non eravamo delle mascotte, ma dei ragazzi che si stavano impegnando seriamente con dei progetti; volevamo essere indipendenti, ma comunque accompagnati dal loro sguardo e dal loro benestare sulle nostre scelte. La condivisione è stata un’arma vincente.

Quando concludemmo il Nazionale, i Lions finalmente si resero conto di quanto fossimo riusciti a realizzare e fu grazie a dei leader. Lele, Gaia, Mambo, Turo, Pierluigi, Silvia, Daniela e tanti altri erano leader, questo ci aiutò.

 

Chi sei e cosa fai oggi?

Sono sempre quella di questi discorsi! Lavoro per una casa editrice, di cui seguo il mercato marchigiano, mentre da diversi anni ho un’attività di gioielli insieme a mia cognata. Dal lunedì al venerdì sono impegnata con l’editoria, mentre il sabato son nell’attività che è poi la mia passione.

I discorsi sull’unità che finora ho sottolineato, ecco vengono dalla mia fede religiosa e dal cammino che compio in questa direzione e che ho sempre riportato nel lavoro come nei Leo: è la mia quotidianità.

 

Raccontami un po’ meglio di Anna nel periodo da Presidente Distrettuale.

In quell’anno stavo studiando per l’esame di stato da avvocato. Affrontai contemporaneamente anche l’esperienza da Segretario del Multidistretto. Per una serie di regole che oggi sono cambiate, mi ritrovavo ad essere la più grande d’età anche a livello nazionale! Nel Distretto ero una sorella maggiore.

 

Mi incuriosisce capire dal Segretario per eccellenza (concedimelo!) con che spirito venivano gestite le questioni dell’associazione: regole e prassi, quanto di tutto questo aveva peso nella gestione?

All’interno del Distretto siamo sempre stati molto attenti alle regole ed anche con la mia forma mentale, la serietà e la correttezza nella gestione delle problematiche che venivano in luce erano imprescindibili. Penso che tutto vada seguito e assecondato dal buonsenso e il lasciar fare e il delegare siano l’essenza del nostro lavoro. Forse proprio perché ero più adulta, riuscivo ad essere estremamente rispettosa degli altri e lasciarli liberi.

Nel Multidistretto si viveva tutto con estremo senso di appartenenza e questo portava a tanta passione, ma qualche volta anche eccessivo trasporto.

 

Tutti quelli che hanno rappresentato la memoria storica del nostro Distretto sono in uscita. Ci siamo noi che siamo entrati verso i 18 anni e oggi appariamo come i più esperti, un gruppo di ragazzi che non arriva a 25 anni! Questo oggi ci porta ad essere forse un po’ impreparati. Mentre a livello nazionale, noto il paradosso per cui siamo sempre concentrati sulle nostre regole e procedure, ma quando si tratta di proporci all’esterno lo facciamo con una certa ingenuità.

Sai, il principio è sempre stato quello di delegare, affidando ai soci tutto il sostegno e carta bianca. Io ho sempre osservato un lavoro serio e coscienzioso, dal canto mio mi premeva sempre rispettare gli orari, concludere nel momento in cui avevamo previsto di fare, anche per rispetto della parte conviviale e del rispetto dei soci.

 

Abbiamo da poco fatto l’apertura ad Ancona e l’impostazione dei lavori è andata verso il racconto: alle persone serve raccontare quello che provano. 

I lavori – noi li chiamavamo così – sono tali: il lavoro è pesante e richiede attenzione. Il tentativo fu quello di snellire, arrivando pronti davanti ai soci dopo lunghe sessioni del Gabinetto Distrettuale.

 

Un consiglio pratico per il Distretto?

Ho visto negli ultimi anni entrare dei soci in maniera molto smart, troppo rapida, mentre ai miei tempi si procedeva con più calma e serenità. Stai molto attento, non inseguite i grandi numeri.

 

Un service di cui conservi un grande ricordo.

Il service fatto con il mio Club all’ANFFAS. A quei soci del Club che scelsero di aderire quell’attività lasciò il segno, ci aiutò a realizzare quanto fossimo fortunati e a sviluppare rispetto per tutti. Quel service ha lasciato un segno importante in noi.

 

Non sei Lions, ma sei ancora impegnata in qualche modo nel sociale?

Sono in Parrocchia, ma se c’è da fare del bene scendo in campo.

 

Penso che ci siamo detti tutto quello che abitualmente chiedo, solo in un modo completamente diverso che mi piace molto. Quindi in conclusione chiedo a te una domanda in cambio.

Ti auguro di vivere quest’esperienza veramente al massimo, prendendo tutto quello che puoi prendere e dando quello che puoi dare. Sii leader a modo tuo e continua a rispettare la tua natura. In conclusione, che cosa ti aspetti da questo anno?

 

All’inizio mi aspettavo di fare tutto diversamente, di poter avere più tempo per riflettere, di diventare più solido, più organizzato, una persona più adulta. Quando ho iniziato coi Leo, avevo un Club che non mi piaceva e un Distretto che non sapevo cosa fosse; paradossalmente trovai la risposta nel mio essere studente fuorisede a Bologna, incontrando 10 persone favolose con cui sviluppare un’idea. A me piacerebbe che questo meccanismo si invertisse, che il Distretto diventasse il primo stimolo per i nostri soci, vorrei diventasse il luogo dove capire che tutti i nostri problemi sono simili, dove le persone si incontrino e capiscano come stare insieme.

Spero poi di farmi dimenticare molto velocemente e rimanere solo come un buon amico. Spero infine che il mio Vice faccia molto meglio di quanto ho fatto io.

Infine spero di esserci per il II Nazionale del 108 A, magari di nuovo nelle Marche. Significherebbe aver messo ora le basi per il futuro. 

Ti auguro tutto questo e ricordati che la responsabilità di questo futuro ora è nelle tue mani. In questo momento a te è affidato questo Distretto, tu deciderai per il suo meglio! Sei un direttore d’orchestra, cerca l’armonia e affida ad ognuno dei tuoi soci il migliore strumento: sono sicura che il concerto finale sarà splendido.