chi siamo

l’associazione

I Leo sono dei ragazzi dinamici di età compresa tra i 12 e i 30 anni, desiderosi di offrire il proprio contributo allo sviluppo della comunità alla quale appartengono, dedicandosi con impegno, dedizione e passione a iniziative di stampo sociale, culturale e umanitario.

Oggi in Italia i Leo costituiscono una realtà di 4190 ragazzi, che danno il loro contributo a sostegno delle realtà più fragili della nostra società, cercando di condividere ideali di amicizia, generosità e solidarietà.

lions club

I Lions stanno cambiando il mondo una comunità alla volta, rispondendo alle necessità sia a casa propria che in tutto il mondo. Siamo 1,4 milioni di uomini e donne che credono che la solidarietà sia importante. E quando lavoriamo assieme possiamo raggiungere obiettivi più grandi e avere un impatto maggiore di quello che possiamo ottenere da soli.

MISSION

Permettere a volontari di servire le loro comunità, soddisfare i bisogni umanitari, favorire la pace e promuovere la comprensione internazionale per mezzo dei Lions Clubs.

VISION

Essere leader globale nella comunità e nel servizio umanitario.

il leo club in italia

Oggi in Italia vi sono 4190 soci Leo raggruppati in 335 Club.

Dato l’alto numero di club presenti sul territorio, esistono delle unità di coordinamento regionali che ne raggruppano un certo numero: i Distretti.

I 17 Distretti presenti in Italia formano il Multidistretto Leo 108 ITALY.
Ogni Distretto è guidato da un Presidente Distrettuale e i 17 Presidenti Distrettuali, insieme al Presidente del Multidistretto, al Vice Presidente e all’Immediato Past Presidente, compongono il Consiglio del Multidistretto.

Tale organo, che si riunisce circa cinque volte all’anno, si occupa di prendere le decisioni fondamentali che riguardano l’associazione a livello nazionale. Alle riunioni del Consiglio Multidistrettuale Leo
partecipa, anche, il Chairperson del Multidistretto Lions che rappresenta un collegamento ufficiale tra il Multidistretto Lions ed il Multidistretto Leo.

la storia dei leo

Nel 1957 l’allenatore Jim Graver lanciò la prima palla Leo e il caso volle che fosse una palla da baseball. Graver era l’allenatore di baseball della Abington High School in Pennsylvania (USA) nonché socio attivo del Glenside Lions Club.  Grazie all’aiuto del suo amico Lion William Ernst, il 5 dicembre 1957 fu fondato il primo club Leo.

Come primo Leo Club del mondo, il Leo Club della Abington High School creò l’acronimo Leo: Leadership, Eguaglianza, Opportunità e scelse l’oro e il marrone, i colori della scuola, come colori del Leo Club.  Successivamente Eguaglianza venne cambiato in Esperienza.

Nell’ottobre del 1967, il Consiglio d’Amministrazione di Lions Clubs International adottò il Programma Leo Club come programma ufficiale dell’associazione.

Il primo Leo Club italiano fu quello di Arenzano (GE), che ottenne la Charter a giugno del 1969.

Nella primavera del 1974 fu convocato a Rapallo (GE) il I Convegno Nazionale dei Leo Club e il mese successivo, al XXII Congresso Nazionale Lions di Sanremo, fu approvato il nuovo statuto. L’incremento dei Club e dei soci amplificò la necessità di ritrovarsi, scambiarsi opinioni, esperienze, dibattere problemi comuni. Nel 1995, alla Conferenza Nazionale di Loano (SV), fu decretata la nascita del Multidistretto, organo di coordinamento nazionale dei singoli distretti, diventato operativo nel luglio 1996.

Il Multidistretto Leo 108 I.T.A.L.Y comprende attualmente 335 Club e 4190 soci in tutta Italia.

finalità del leo club

    • Dare ai giovani di tutto il mondo l’opportunità di contribuire individualmente e collettivamente allo sviluppo della Società, quali membri responsabili della comunità locale, nazionale ed internazionale

    • Stimolare fra i Soci l’accettazione degli alti principi di etica
    • Sviluppare le doti di Leadership
    • Formarsi un’esperienza attraverso il servizio alla comunità
    • Fornire l’occasione per promuovere la comprensione internazionale

codice dell’etica

  • Dimostrare con l’eccellenza delle opere e la solerzia del lavoro la serietà della vocazione al servizio
  • Perseguire il successo, chiedere le giuste retribuzioni e conseguire i giusti profitti, ma senza pregiudicare la dignità e l’onore con atti sleali e azioni meno che corrette
  • Ricordare che nello svolgere la propria attività non si deve danneggiare quella degli altri; essere leali con tutti, sinceri con se stessi
  • Ogni dubbio circa il proprio diritto o pretesa nei confronti di altri deve essere affrontato e risolto anche contro il proprio interesse
  • Considerare l’amicizia come fine e non come mezzo, nella convinzione che la vera amicizia non esista per i vantaggi che può offrire; che la vera amicizia non richiede nulla, e che se ne devono accettare i benefici nello spirito che la anima
  • Sempre adempiere ai propri obblighi di cittadino nei confronti del proprio paese, del proprio stato e della propria comunità e agire con incessante lealtà nelle parole, negli atti e nelle azioni. Donare loro spontaneamente lavoro, tempo e denaro
  • Essere solidali con il prossimo offrendo compassione ai sofferenti, aiuto ai deboli e sostegno ai bisognosi
  • Essere cauti nella critica, generosi nella lode, sempre mirando a costruire e non a distruggere