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2006/2007

Leo Club Macerata

 

Trovare Gaia e parlare insieme al telefono è stato contemporaneamente divertente ed emozionante. Qualcosa mi aveva impedito di associarla a suo padre, Gianni, che veniva soprannominato il Sindaco di Wolisso, le cui ceneri sono state sparse nel Villaggio etiope durante il mio viaggio. Scoprirci così vicini per via di questa esperienza è stato un attimo senza tempo durante un’intervista spassosa e piena di energia.

 

Cominciamo con una canonica presentazione. 

Sono Gaia Tedesco ed, ebbene sì, da luglio avrò 40 anni. Se poi ripenso che sono entrata nei Leo quando ne avevo 18 o 19 il tempo sembra volare! Nella vita sono avvocato e mamma.

Nel Distretto ho avuto una ‘carriera’ abbastanza rapida. Presidente del Leo Club Macerata, Segretario del Distretto, poi Vice e Presidente.

 

Allora ne approfitto subito per verificare un mito, cioè l’influenza dell’associazione nella vita personale: l’anno da Presidente eri già fidanzata con tuo marito? Come l’ha presa?

Ho sempre pensato che scout e Leo fossero fra le migliori agenzie matrimoniali in circolazione! Comunque lui non era un Leo, ma ci siamo fidanzati nel febbraio 2006, quindi pochi mesi prima che io diventassi Presidente. Un anno passato sempre in giro, immagini che non fosse facile portarlo con me. Però ho sempre trovato in lui un sostengo.

 

Parliamo del tuo Club, il Leo Club Macerata. Da diversi anni non esiste più… Tu come sei entrata? Se fossi stato socio nel 2004 o 2006 chi avrei conosciuto? 

Mio padre era Lions e così l’associazione era di casa. Chi mi ha convinto ad entrare fu Gigi Bianchini. Una volta entrate nel Club ho conosciuto Anna Marcelletti ed è nata una grandissima amicizia.

A Macerata avresti conosciuto un Club dinamico. Eravamo tanti, con molta esperienza alle spalle, in grado di progettare grandi service.

 

Uno in particolare?

Una magnifica collaborazione con l’ANFFAS di Macerata. Quest’associazione offre assistenza alle famiglie di persone con disabilità intellettiva o relazionale, noi in particolare davamo una disponibilità per il servizio mensa, aiutando le persone a mangiare. Ti si accende una luce dentro quando senti davvero di aiutare, quando ci provi a fare la differenza; eravamo con loro anche durante il Campo Giovani Disabili. Mi tornano in mente anche delle lezioni con la pasta di sale.

Tante attività, ognuna emozionante a modo suo.

 

Invece a livello Nazionale? TON – Tema Operativo Nazionale, che ti ricorda?

Quell’anno abbiamo lavorato per sostenere AIRC. Pensa che non me lo ricordo!

 

Allora provo con una domanda diversa… Eri nel Consiglio di Presidenti di Alberto Soci. Sai, lui è addirittura il prossimo Governatore del suo Distretto. Io stesso quest’anno, insieme ai Vice, ho avuto modo d’incontrarlo e siamo rimasti tutti colpiti. Dimmi cosa ricordi di quell’anno nel Multidistretto.

Beh, Alberto è un mito! Quello che mi rimane del suo anno da Presidente del Multidistretto è un feeling fortissimo, una grande amicizia. Ecco, quest’associazione regala tanto a livello umano, persone che restano nei ricordi.

Ci sono quelle persone totalmente votate a una causa, Alberto era così. Colpiva la sua dedizione, ma anche la sua capacità di dedicarsi immediatamente al divertimento. Era anche l’incarnazione del formalismo, dei regolamenti. Li sapeva tutti a memoria, un po’ come Luca Dal Prato!

 

Ti confesso che anche a me piacerebbe lavorare sui nostri Regolamenti, figurati!

Mamma mia, come fate?! Io non ce la potrei mai fare. Ma forse perché anche nella vita io sono così..

 

Raccontami se oltre ad Alberto ricordi qualche particolare affinità con i tuoi colleghi. Anche qualche esperienza particolare a livello Nazionale.

Anche qui, i ricordi sono pochi. Forse se li rincontrassi oggi ci sarebbero scene da televisione.

Invece un ricordo che ho molto chiaro è quello del Nazionale che abbiamo organizzato.

 

Aspetta, cosa? Abbiamo organizzato un Nazionale?

Certo che l’abbiamo fatto! Era il 2005 ed organizzammo tutto a Marcelli di Numana, in provincia di Ancona. Io ero nel comitato trasporti, gite e un altro ancora: guidavo pulmini attraverso le Marche e coordinavo i transfert di tutti, giorno e notte, giorno e notte. C’era molta cura e molto amore, pensa che a mia madre avevo fatto fare dei biscotti che offrivo a chi viaggiava in macchina con me. Io invece ci ho rimesso 3 kg in 3 giorni, lo ricordo ancora!

Una cosa che mi torna in mente riguarda il sabato sera, la Cena di Gala. Era l’unico momento di riposo, perché eravamo certi di aver finalmente portato tutti a destinazione e solo il giorno dopo sarebbero ricominciati i viaggi. Dopo due giorni avevo finalmente potuto indossare un bell’abito e concedermi una serata di riposo. Bene, a un certo punto mi chiama Mambo [Mambelli] e mi dice che i Siciliani sono ad aspettarmi in aeroporto… i Siciliani erano rimasti bloccati, ma all’ultimo avevano preso un volo serale! Ero devastata, ho tirato loro le scarpe con i tacchi e sono andata a prenderli.

La cosa carina fu che poi dalla Sicilia scrissero un articolo dove parlavano anche di me, perché uno dei ragazzi faceva il giornalista di professione e la cosa li aveva particolarmente colpiti. Almeno quello…

 

Per fare un Nazionale ci vogliono tante forze, ci vuole un Distretto unito. Prova a farmi un ritratto del Distretto che hai guidato tu per un anno.

Il discorso da fare sarebbe lungo e probabilmente oggi ne ho meno consapevolezza rispetto al passato. Qualche ricordo sparso però lo posso dare…

La Romagna aveva i Club più attivi. Sai qual era la loro forza? Erano degli amici, si incontravano per una pizza e insieme facevano il Club, non era un extra nella loro vita, ma le cose si sovrapponevano. Facevano grandi cose, in particolare i service sulla Guida Sicura. Nelle Marche la realtà era parecchio dinamica, ho aperto il Club di Camerino e quello di Porto San Giorgio; mentre c’era il Club di Ancona più difficile da coinvolgere. In Abruzzo avevamo le cene al buio inventate da Sulmona e L’Aquila che faceva cose davvero grandi per ABIO, la Fondazione che si occupa dei bambini negli ospedali.

Era un Distretto tutto da girare e sai, quando hai il ragazzo sei limitata, ma piacevolmente. Io poi avevo il sostegno di Anna che era già stata Presidente.

Poi c’erano le Distrettuali sulla neve e quelle sul mare, dei momenti magnifici.

 

Ricordi il TOD?

Penso fosse proprio candidato dal Club de L’Aquila per ABIO.

 

Tuo padre è stato fra i primi sognatori che hanno permesso al Progetto Wolisso di svilupparsi e diventare una grande realtà del nostro Distretto. Anch’io quando sono stato in Etiopia ho sentito tutte le suore parlare di lui come di Gianni il ‘sindaco di Wolisso’. Per questo mi fa molto felice dirti che il nostro Distretto per quest’anno lavorerà su un tema distrettuale incentrato proprio sul Villaggio della Solidarietà. È un’emozione portelo dire a te che 10 anni fa ti sei trovata al mio posto. Proprio per questo sai quanto possa essere forte il desiderio per un Presidente Distrettuale di far scoprire anche ai soci qualcosa di tanto bello.

A questo punto, visto che la nostra conversazione è arrivata alla fine, ti faccio la domanda che rivolgo a tutti: hai una domanda per me?

Perché un ragazzo della tua fascia d’età oggi dovrebbe fare una scelta del genere e dedicarsi per un anno ad un’associazione come il Leo Club?

 

È una cosa che mi sono sentito chiedere spesso e ovviamente la risposta è diversa ogni volta. Con te mi sento di dire che i motivi sono fondamentalmente due. Il primo è che nei Leo – come dicevi anche tu, scherzando – ho trovato tanti legami, ma soprattutto la persona che in questo momento della mia vita è la più importante. Il secondo motivo è che grazie ai Leo ho vissuto un’esperienza come quella di Wolisso che ha cambiato la mia vita.

A te cosa hanno lasciato i Leo?

Delle belle amicizie, che penso resistano bene anche se poco ‘coltivate’, cosa per nulla scontata. Ma anche la possibilità di crescere conoscendo le realtà più diverse, anche se ho sempre preferito fare mia l’idea di una vita più semplice.

 

Per salutarti, vorrei sapere se hai un consiglio per me.

Ho sempre lottato per mettere al centro della nostra associazione il service e allontanare i formalismi. Cerca anche tu di non farti distogliere dal vero obiettivo.