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“Al servizio del prossimo per crescere insieme”

2007/2008

Leo Club Faenza

 

Conosco Luca da quando sono nei Leo e per me ha sempre rappresentato la saggezza all’interno dell’associazione. In lui c’è un’immagine di sicurezza e affidabilità, per questo mentre parliamo mi affido al suo giudizio, nella speranza di trovare la rassicurazione che sì, quest’anno da PD sta andando davvero bene! La sera prima abbiamo partecipato entrambi alla 60° Charter del suo Lions Club, il Forlì Host, così ci siamo dati appuntamento davanti ad un caffé per parlare insieme.

 

L’idea è quella di fare una storia personale del nostro Distretto: personale perché di solito le domande puntano a ciò che mi incuriosisce in questa associazione, senza volerne dare un’immagine esaustiva. Service, Multidistretto, Lions, organizzazione, questi gli argomenti principali. Da quando ci conosciamo sei sempre stato un po’ la memoria storica del nostro Distretto e oggi mi interessa scoperchiarla.

Ma procediamo con ordine: qualcosa di te, Luca Dal Prato oggi.

Svolgo la professione di commercialista e revisore legale in Romagna, terra in cui sono tornato dopo aver lavorato e vissuto a Milano per diversi anni.

 

Facciamo una parentesi, quando hai conosciuto Francesca, tua moglie? Eri già Presidente Distrettuale?

Nel secondo semestre dell’anno di Presidenza, durante una riunione serale del Leo Club Forlì. Una trasferta a Vasto per un service è poi stata l’occasione per iniziare a frequentarci. Nel 2010 ci siamo sposati e nel 2015 è arrivata Camilla, nostra figlia.

 

Una domanda che non ho fatto a Francesca durante la sua intervista riguarda proprio la vostra complicità in questo senso. A me aiuta molto avere una persona di grande comprensione accanto, che è Leo fra l’altro; spesso riesce ad affrontare delle piccole rinunce (tanti weekend lontani) e grandi impegni che da PD si è disposti a fare per questa associazione. Tu l’hai conosciuta nella seconda parte dell’anno, perciò non so quanto questo fattore possa aver influito… ma durante la sua Presidenza tu eri sempre accanto a lei. Come ti sei comportato?

Quando mi era possibile, visitavo con piacere Distretto e Multidistretto: essendo trascorsi pochi anni dal mio mandato, le persone che frequentavano l’Associazione erano ancora le stesse.

 

Allora una domanda più generale: nel momento in cui hai concluso il tuo incarico distrettuale, come ti sei posto rispetto al cambiamento?

Vissuta l’esperienza da Presidente distrettuale sono tornato con orgoglio a frequentare il Leo Club di appartenenza, Faenza, fino ai sopraggiunti limiti di età.

 

A me è capitato di vivere quest’esperienza molto prima di quando avrei voluto o avrei immaginato. In fondo mi chiedo già cosa fare dopo, visto che al momento ho solo 23 anni e non penso ci siano molti altri incarichi che potrei ricoprire. Forse la cosa migliore sarà esserci, ma in modo diverso.

Caro Alfredo, sei una persona giovane e di talento, hai il dovere morale di impegnarti a proseguire questa esperienza, mettendoti a disposizione dell’Associazione, ancora per qualche anno.

 

Guardiamo indietro di qualche anno, come sei entrato nei Leo?

Avevo 21/22 anni, conoscevo alcune persone all’interno del Leo Club e, frequentando sporadicamente l’ambiente Lions, alcuni Leo a cui devo gratitudine mi hanno invitato a entrare nel Leo Club Faenza.

 

Se da Leo vi avessi incrociati all’epoca, cosa avrei visto?

Parlando del territorio romagnolo, direi service e momenti di aggregazione organizzati tra amici. Service come la Guida Sicura, Rionilandia, cene al buio, visite a case famiglia, eventi culturali e di valorizzazione del territorio richiamavano particolare interesse. Per alcuni anni organizzammo anche eventi serali di circoscrizione, con riusciti service congiunti. Conservo piacevoli ricordi di questi eventi, insieme ai Leo di Faenza, Ravenna, Forlì, Valle del Conca e Argenta (Distretto Tb).

 

Quando parlo con i Romagnoli non posso fare a meno di chiedere come sia possibile che oggi la vostra area geografica stia perdendo aderenza al territorio, cosa che stride con l’immagine positiva che ne veniva disegnata in passato.

Non sono al corrente dell’attuale situazione ma, in linea generale, ritengo naturale e positivo che il ricambio generazionale favorisca cambiamenti nell’equilibrio dei territori.

 

Tu sei stato il VicePD di Gaia; mi chiedo come fosse il Distretto che ti ha lasciato Gaia e come tu sia diventato PD.

Gaia ha lasciato un Distretto forte ed equilibrato. Da lei ho imparato molto, mettendomi a disposizione quando necessario o richiesto. Sono curioso di leggere la sua intervista…

 

Mi viene da dire: forse fra qualche anno la gran parte dell’impostazione che stiamo dando con i due Vicepresidenti verrà dimenticata, perché magari non sarà più scelta dai nostri successori, o sarà semplicemente diventata inadatta. Le cose cambiano e cambiando finiscono per essere dimenticate. Per questo mi chiedo se anche tu abbia fatto un lavoro di riorganizzazione di cui oggi non si vede più traccia (apparentemente).

Condivido la tua riflessione, il veloce ricambio generazionale favorisce frequenti riorganizzazioni. Se dovessi menzionare un lavoro di riorganizzazione svolto durante il mio mandato, citerei la comunicazione: introducemmo l’invio della rivista distrettuale Lions a casa di tutti i soci Leo del distretto.

 

Ho a casa un segnalibro prodotto nel tuo anno, per cui so che il Tema Operativo Distrettuale era dedicato all’acquisto di un cane guida. Come siete arrivati a sceglierlo?

Il motto dell’anno di Presidenza era ‘Al servizio del prossimo, per crescere insieme’, un messaggio di collaborazione tra Leo e Lions, con i quali volevo collaborare per integrare i nostri service. Il Cane Guida ci sembrò una bella idea e, come distretto, riuscimmo a raccogliere i fondi per donare un cane. L’obiettivo è stato raggiunto grazie anche ai messaggi di collaborazione che giungevano dal Governatore, Loredana Sabatucci, e dal Leo Chairman, Pericle Truja.

 

Una parola sul Multidistretto, per sapere quale ricordo ne conservi.

Bei ricordi. Eventi vissuti con entusiasmo e grandi aspettative, spesso ripagate, anche in termini di service. Conservo un particolare ricordo anche del Leo Europa Forum organizzato a Lipsia, a cui partecipammo con una entusiasta delegazione italiana.

 

Un ricordo di un service rimasto nel tuo cuore.

Oltre al cane guida, nell’anno di Presidenza partecipai a una cena al buio in favore dell’UIC organizzata dai Leo e Lions di Sulmona. Ho forti ricordi di quella serata. Conservo altri bei ricordi di eventi organizzati a L’Aquila, Camerino, Fano…

 

La tua giornata tipo da PD.

Dal lunedì al venerdì al telefono, nel weekend in viaggio. In quel periodo lavoravo a Milano e concentravo le visite ai Club nel week end. Ho avuto la fortuna di servire insieme a una squadra che non finirò mai di ringraziare, persone con cui abbiamo condiviso prima il Leo e ora l’amicizia. Alice Gnoli, Elena Bolelli, Davide Gori, tutti residenti a Bologna ma soci del Leo Club Forlì, Chiara Mazzocchetti e Magda Galosi, sono loro i veri artefici dei risultati raggiunti nel 2007-08.

 

Non sei uno di quelli che cercano qualcosa dei Leo (lo spirito, i modi magari) una volta entrati nei Lions.

No, sono due contesti diversi.

 

Un consiglio per il nostro Distretto da te che negli ultimi tempi hai continuato a seguirci anche da Leo Advisor.

Non ho consigli, ma condivido con piacere il messaggio contenuto nel mio motto ‘Al servizio del prossimo per crescere insieme’. Attraverso il service doniamo noi stessi a un “prossimo” ideale. Condividere con amici questa esperienza ci permette di crescere insieme, anche con un pizzico di umiltà. Questa tua intervista mi dà inoltre l’opportunità di riflettere sul percorso Leo e affermare con sicurezza, a distanza di qualche anno, che ho sicuramente ricevuto più di quanto ho dato.

Tu il mio motto lo conosci e sai che sarà il titolo di questa raccolta; penso che quando si devono prendere delle decisioni, sia fondamentale sapere l’esperienza del passato, per sceglierla o discostarsene.

 

Ma ora concludiamo: vista la varietà di domande che hai ricevuto, ti chiedo di farmene tu una.

Cosa ti piacerebbe fare dal 1 luglio 2018?

Una settimana nei boschi, senza telefono, con alcuni amici che in quest’anno sono stati Presidenti Distrettuali insieme a me, perché oltre a tutti voi Past, ho trovato tanta comprensione e amicizia in chi sta lavorando con me quest’anno.

Oltre a questo, non ho altre ambizioni in questa associazione e non ho più nulla da chiedere. Spero veramente di riuscire ad essere come siete stati tu e Francesca per me: rimanere accanto, pronto e a disposizione di chi ne ha bisogno con qualche consiglio. Penso anche alla persona che guiderà il Club di Pescara l’anno prossimo, una mia carissima amica che vorrei tanto riuscire ad aiutare. Infine vorrei che dopo quest’anno i soci fossero davvero persone indipendenti, autonomi nelle loro decisioni e in grado di scegliere il meglio per il nostro Distretto, senza mie intromissioni.