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Il nostro viaggio per Wolisso è cominciato molto prima rispetto al giorno della partenza.
Il mio è iniziato la sera in cui ho deciso di partecipare.
Non appena ho sentito parlare Alfredo dell’esperienza vissuta l’anno scorso, guardando la sua
espressione ho capito che avrei voluto provare le stesse emozioni e avere la stessa luce negli occhi
ricordando la settimana.
La prima cosa che ho fatto, senza giri di parole o spiegazioni, è stata mandare un messaggio a papà
scrivendo “Posso andare a Wolisso?”, e di certo non potevo immaginare tutto quello che sarebbe
successo tra quel messaggio e il giorno della partenza.
Le emozioni che ho provato per l’attesa della partenza sono state tantissime e molto diverse, ogni
giorno provavo e pensavo cose sempre nuove, positive a volte e negative altre.
Ogni volta che dicevo a qualcuno che sarei partita la maggior parte delle volte pensavano che
scherzassi, non avrebbero mai creduto che sarei partita sul serio.
Non ho mai desiderato così tanto una cosa, non ho mai rinunciato a niente come prima di questa
settimana.
Ho avuto bisogno di tempo per razionalizzare la mia decisione, all’inizio mi sembrava una cosa
semplice, una cosa che, sì, mi avrebbe cambiata ma non così tanto, io mi immaginavo in un modo
completamente diverso da quello in cui mi sono scoperta.
Ho trovato lati di me che non credevo di avere e ho esplorato e rivissuto sensazioni, emozioni ed
esperienze passate che hanno lasciato un segno dentro di me, che mi hanno cambiata e che mi
hanno fatta crescere e migliorare.
Con il passare dei giorni ho capito sempre di più cosa volesse dire partire, aiutare chi ne ha
bisogno e vedere la gioia dei bambini che non hanno niente e che sono felici di quello che li
circonda senza desiderare di più.
Credo che questa fosse la cosa che speravo di imparare più di tutto, apprezzare quello che ho
senza desiderare sempre qualcosa di diverso.
Chi possiede tante cose ne vuole sempre di nuove mentre chi non ha nulla crede di possedere
tutto quello di cui ha bisogno per vivere.
Le mie aspettative erano tante, tantissime all’inizio ma poi ho capito che l’unica cosa importante
sarebbe stata vivere il viaggio al 100%, godermi l’esperienza in ogni suo piccolo particolare, aprire
gli occhi e guardarmi intorno ma soprattutto aprire il cuore perché donare amore e sorrisi genera
amore e sorrisi e si crea così un circolo di gioia e felicità condivisa che, alla fine, arricchisce più noi
che vogliamo aiutare di coloro che stiamo aiutando.
A novembre ho deciso di partire sapendo che avrei dovuto preparare tutto il necessario molto
prima della partenza.
Dovevo fare i vaccini, il passaporto e partecipare ad un bando per vincere una borsa di viaggio che
avrebbe coperto parte delle spese facendomi pesare meno sulle spalle di papà.
Prima di natale ho fatto i vaccini e non credevo fossero necessarie così tante cose. La dottoressa
prima di vaccinarmi mi ha spiegato tantissime cose a cui non avrei mai pensato, erano tante
piccole accortezze che avrebbero reso il mio viaggio più sicuro.
A gennaio è stato il turno del passaporto, la foto, il bollettino, il foglio da compilare tutto fatto in
un giorno prima di partire per Milano a causa della sessione.
Avevo anche comprato gli occhiali da sole graduati e le scarpe che avrei voluto portare a Wolisso.
Era tutto pronto, mancava solo la partecipazione al bando, avrei dovuto scrivere una lettera
motivazionale e non credevo che sarebbe stato così difficile esternare le mie emozioni e aprirmi
scrivendo nero su bianco chi sono senza sapere chi avrebbe letto le mie parole.
Dovevo scrivere di me, delle mie esperienze di volontariato, dei miei viaggi e di come sono
diventata la persona che sono oggi.

Prima di decidere cosa scrivere ci ho pensato per circa una settimana, ho pensato e ripensato alle
parole giuste, a quello che sarebbe stato più adatto alla situazione.
Non sapendo da dove partire ho deciso di scrivere la mia lettera in due momenti diversi e poi di
unirli in un terzo momento per fare una cosa fatta al meglio.
Ho cominciato scrivendo la parte più semplice, la mia conoscenza dell’inglese e ho ripescato
ricordi belli e brutti, ripensando a ciò che avevo vissuto e ho riprovato emozioni che avevo
dimenticato.
Ripensandoci ho capito che la cosa che accomunava e che tuttora accomuna i miei viaggi erano e
sono i miei diari, le mie parole, le mie emozioni scritte nero su bianco.
Bene, la parte riguardante l’inglese c’era, ora mancava la parte sulle esperienze di volontariato.
Ripercorrere la strada dei ricordi delle mie esperienze è stato tanto bello quanto difficile ed
emozionante.
Mi sono sentita come invasa da un fiume di emozioni, ogni esperienza mi ha lasciato molto di più
di quanto credo di aver dato. Ogni giorno di volontariato è un giorno di sorrisi, amore e gioia da
condividere.
Ricordi e aspettative, unendosi, mi hanno fatto provare una sensazione strana, un misto di felicità
e paura che non avevo mai sentito prima.
La parte difficile era passata, pensavo, ma in un certo senso mi sbagliavo.
Ho unito le due parti, a lettera completata, rivista e corretta sono passata alla proposta di service e
poi ho spedito la mail per partecipare al bando, non sapevo cosa mi aspettasse, non sapevo come
sarebbe andata.
Quando ho scoperto di essere tra i cinque ragazzi idonei era mezzanotte, mi ricordo di aver fatto
lo screen alla mail e di averlo mandato su whatsapp al gruppo della mia famiglia e a tutte le
persone che dovevano saperlo. Quella sera è stato difficile addormentarsi, ero felice e spaventata,
non sapevo nemmeno io cosa stavo provando ma ero convinta che partire sarebbe stata a cosa più
giusta da fare per me, per migliorarmi, per crescere ma soprattutto per mettermi alla prova e
superare i miei limiti.
Mancava poco più di un mese alla partenza e non mi sentivo pronta, poi ho capito che nemmeno il
giorno della partenza mi sarei sentita pronta, all’altezza per partecipare ad un’esperienza così.
La sorpresa più grande ce l’ha fatta il primo ministro Etiope rassegnando le dimissioni una
settimana prima della partenza mettendo a rischio il viaggio a causa della pericolosità della
situazione.
Alla fine abbiamo deciso di partire comunque e da lì è cominciato tutto…

Maria Cristina Speciale

 

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YOU FOR WOLISSO – TEMA OPERATIVO DISTRETTUALE
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MI CI GIOCO LA PELLE!